22 lug 2013

DOLL THERAPY

“Quando si assistono i malati di demenza, bisogna uscire dalla dimensione intellettiva, razionale, per entrare in  una dimensione emozionale. La demenza, in particolare quella di Alzheimer, sconvolge tutti i canoni classici della comunicazione. Il malato sente il bisogno di esprimersi, senza però sapere come fare. Chi assiste ha il dovere di creare le occasioni e di sforzarsi di entrare nel “mondo” del malato, cercando di capirlo e di farsi capire, contrastando il senso di abbandono ed isolamento. In una parola: ascoltandolo. La Doll Therapy (terapia con la bambola) è una terapia non farmacologica, che prevede l’uso di bambole .Nei confronti di queste bambole, il malato esprime il proprio affetto e rivolge le proprie attenzioni, identificandole come un bambino e non più come bambola. L’impegno nell’accudimento, l’attivazione di relazioni tattili, fanno sì che diminuiscano i disturbi comportamentali (agitazione, aggressività, wandering, apatia), siano stimolati i processi di memoria, la creatività, il dialogo e la capacità di relazione.La consegna della bambola-bambino può avvenire in base all’insorgenza di un bisogno (comparsa di stato agitativo acuto) o modulata in base ad un programma quotidiano (individuando fasce orarie critiche). “


 Barbara Colombo (Infermiera AUSL Imola) e Stefania Campitelli (Fisioterapista Ausl Imola)




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