23 dic 2014

Anna Martinenghi

“Caro Babbo Natale,
quest’anno mi porteresti un po’ di quella polverina
che usi tu per far volare le renne?”



Vi auguro di essere il buon Natale per qualcun altro.
Vi auguro di non festeggiarlo, se non vi piace.
Vi auguro la ricchezza del cuore, ma anche la leggerezza nei pensieri.
Vi auguro un lavoro dignitoso, un futuro possibile.
Vi auguro una buona salute, ma anche la possibilità di curarvi.
Vi auguro di partire, sapendo che si può sempre tornare.
Vi auguro di essere sempre voi stessi, anche sbagliando.
Vi auguro che ci sia sempre qualcuno ad ascoltarvi.
Vi auguro che ci sia sempre qualcuno da ascoltare.
Vi auguro una sorpresa: da fare, da ricevere.
Vi auguro una curiosità grande: un libro ancora da leggere, una ricetta nuova da provare.
Vi auguro di essere l’azione delle vostre parole.
Vi auguro che certi ricordi facciano meno male.
Vi auguro che certi ricordi facciano sempre bene.
Vi auguro di vivere in una nazione degna.
Vi auguro di essere degni del luogo in cui vivete.
Vi auguro di poter vedere i vostri figli e i vostri genitori nello stesso giorno.
Vi auguro di non perdere la speranza, se verrà il momento.
Vi auguro di essere tremendi.
Vi auguro di essere unici.
Vi auguro che i vostri sogni siano fuori dal cassetto.
Vi auguro di non dover prendere certe decisioni.
Vi auguro di poter decidere.
Vi auguro qualcuno che vi faccia ridere.
Vi auguro qualcuno che pianga con voi.
Vi auguro qualcuno da perdonare.
Vi auguro qualcuno che vi perdoni.

Vi auguro la vita di cui avete bisogno.

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