E' un libro che fa pensare,
commuovere e sorridere quello che Michele Farina, giornalista del Corriere
della Sera, ha dedicato all'Alzheimer. Lo ha intitolato “Quando andiamo a
casa?”. Sono
le parole che spesso ripetono i malati di Alzheimer, anche quando si trovano
già nella loro casa.
Questo “viaggio per comprendere l'Alzheimer” è
un reportage rigoroso durato due anni nel quale Farina ha incontrato, in Italia
e all'estero, i malati e i loro familiari, medici, scienziati, ricercatori,
badanti, volontari. Alcuni
di questi incontri i nascono per caso, perché purtroppo, scrive Farina,
imbattersi in storie di Alzheimer è come cercare il petrolio in Arabia Saudita.
Il libro presenta una galleria di personaggi indimenticabili. Alcuni ormai perduti, come l'uomo che ripete solo due parole (“Diesel, Germania). Altri ancora coscienti della loro condizione. Come Piergiuseppe, che dice scherzoso di avere mandato il cervello offshore. Carlo, che gira con un borsello salvavita. O Federico, che ammette: “qualche cellula purtroppo mi ha lasciato, devo portare il lutto per ciascuna?”
Il libro presenta una galleria di personaggi indimenticabili. Alcuni ormai perduti, come l'uomo che ripete solo due parole (“Diesel, Germania). Altri ancora coscienti della loro condizione. Come Piergiuseppe, che dice scherzoso di avere mandato il cervello offshore. Carlo, che gira con un borsello salvavita. O Federico, che ammette: “qualche cellula purtroppo mi ha lasciato, devo portare il lutto per ciascuna?”

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